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PNRR e fondi MISE: è il momento delle piccole realtà come i Comuni, le Regioni, le micro-comunità

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PNRR e fondi MISE: è il momento delle piccole realtà come i Comuni, le Regioni, le micro-comunità

Quante volte abbiamo letto e riletto negli ultimi mesi che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’occasione imperdibile per il nostro Paese e quante volte ancora ci siamo sentiti dire che c’è fermento nell’aria, che cambieranno molte cose, che finalmente l’Italia ha la sua occasione di progresso e rilancio? Tante, troppe forse.  Certo, il programma Next Generation EU rappresenta un’opportunità unica per l’Italia, per il suo ammodernamento e il suo sviluppo, è innegabile. Ma come stiamo affrontando questo percorso, a che punto siamo? Proviamo a capirlo.

Dei 750 miliardi stanziati dall’Europa ben il 25,5% andrà all’Italia,  sommando il fondo RRF e il REACT-EU avremo a disposizione complessivamente 235,12 miliardi di euro. 

Il PNRR si articola in sei Missioni e 16 Componenti.

Le sei Missioni del Piano sono: 

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; 
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica; 
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile; 
  4. Istruzione e ricerca; 
  5. Inclusione e coesione; 
  6. Salute. 

La parte preponderante dei fondi riguarda la digitalizzazione e la transizione a modelli green. In particolare i fondi stanziati per l’innovazione tecnologica rappresentano la sfida più grande per il nostro paese in quanto con gli anni, l’Italia ha accumulato un considerevole ritardo in questo campo che l’ha portata a ricoprire il 24esimo posto su 27 nell’ indice DESI – Digital Economy and Society Index. 

Colmare questo gap dunque vorrebbe dire ritornare a concorrere con le nazioni digitalmente più avanzate. Un’opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire.

Per quanto riguarda l’approvazione della prima tranche di risorse, in base agli ultimi aggiornamenti che risalgono ai primi di dicembre, il governo italiano ha completato 35 dei 51 milestone concordati con l’Europa entro il 2021. Mancano quindi 16 obiettivi da raggiungere entro fine anno per ricevere la seconda parte dei fondi stanziati per il nostro Paese.

Gli investimenti per l’innovazione tecnologica e digitale ammontano a circa 40 miliardi e riguardano principalmente PA, turismo, istruzione e sanità. 

Blockchain, IoT, Cloud, AI, Machine learning, sono solo alcune delle tecnologie su cui far leva. Per quanto riguarda la blockchain, sebbene si sia deciso di puntare su tecnologie più diffuse e meno innovative – quali il Cloud – bisogna sapere che la sua applicazione in questi contesti può essere trasversale e apportare numerosi vantaggi.  Questo perché grazie ad essa è possibile gestire un enorme numero di transazioni di dati, decentralizzati in molteplici database che tracciano tutti i passaggi in modo sicuro, trasparente, certificato e non manomissibile. 

Innovare significa velocizzare i processi, semplificare le procedure e aumentare la competitività. La blockchain è una perfetta alleata nella trasformazione digitale, un’opportunità per chi cerca soluzioni ai problemi di certificazione, riducendo i rischi ed i costi della sicurezza e aumentando contemporaneamente la fiducia degli utenti.

Per tutto  ciò, in tema  di digitalizzazione, le aree che la blockchain può coprire sono molteplici e applicabili ai  diversi ambiti delle sei missioni del piano. Dunque, sebbene il PNRR non preveda in maniera specifica un utilizzo verticale della blockchain, se non in quello dell’ e-procurement, essa può essere implementata in tutti quegli ambiti che prevedono fondi per la digitalizzazione con progetti diretti.

Più che puntare su un modello a larga scala, è il momento per le piccole realtà – come i Comuni, le Regioni, le micro-comunità – di osare e lanciarsi in vere innovazioni, facendo da apripista in una PA che stenta a stare al passo con i tempi, ma che ora più che mai ha la grande opportunità di guardare a piccoli modelli di eccellenza per fare un salto di qualità.

OPPORTUNITA’ PER LA DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN

Il Governo stima che gli investimenti previsti nel Piano avranno un impatto significativo sulle principali variabili macroeconomiche. Nel 2026, l’anno di conclusione del Piano, il prodotto interno lordo sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto all’andamento tendenziale.            

Il PNRR potrebbe davvero segnare un momento di svolta per l’Italia, e per l’adozione della tecnologia blockchain. E’ un’opportunità per accelerarne la diffusione e l’utilizzo, con numerosi benefici per tutti. 

L’interesse del Governo su questi temi e in particolare su queste tecnologie è sottolineato anche dal recente Decreto Ministeriale del MISE, che ha costituito un fondo da 45 milioni di euro per agevolare le imprese che proporranno nuovi progetti per la realizzazione e l’adozione di impianti tecnologici, ricorrendo a tecnologie d’avanguardia quali appunto blockchain, intelligenze artificiali, Internet of Things e altre nuove forme di tecnologia.

I finanziamenti sono riservati principalmente ad attività situate in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna, ma si estendono a enti e aziende su tutto il territorio nazionale.

Nello specifico, il Fondo finanzierà:

  • progetti di ricerca, sviluppo e innovazione da realizzare in Italia nelle aree strategiche per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things;
  • iniziative competitive per il raggiungimento di specifici obiettivi tecnologici e applicativi.

L’Italia dunque si trova in un momento cruciale in cui deve “combinare immaginazione, capacità progettuale e concretezza, per consegnare alle prossime generazioni un Paese più moderno, all’interno di un’Europa più forte e solidale” come affermato in diverse occasioni dal Premier Draghi.