Press and Publications

Articles, interviews and thesis related to the world of technology and innovation.

PUblications supported by adamantic

Applicazioni ed algoritmi della blockchain

Tesi di laurea in Informatica e Comunicazione.
Un’applicazione pratica per la Piattaforma del Convention Bureau di Roma e Lazio

Autore: Dott. Alessandro Marini    Tutor Aziendali: Gianluca Fabbri, Domenico Barra, Pierpaolo Foderà

GDPR: anonimizzazione, pseudonimizzazione e lo smart contract nella tecnologia Blockchain

Master in Area Economico Giuridica

“I nuovi professionisti privacy DPO (Data Protection Officer):  Il responsabile della protezione dei dati personali e  i privacy specialist “ Liv. 2

Candidato Dott.ssa Giulia Furia       Relatore Prof. Fabio Di Resta  

PRESS

Storie di innovatori digitali: come restare al passo con un mondo che cambia

Nuovi strumenti e percorsi di apprendimento per un mondo che cambia

Allenare le proprie competenze digitali i e restare al passo con le ultime innovazioni può rivelarsi complesso in un mondo in continuo cambiamento. Diventano necessari strumenti e modalità nuovi per far sì che ognuno possa seguire il percorso di apprendimento più adeguato alle proprie esigenze. Per questo Skilla, in collaborazione con partner dal mondo universitario, associativo, manageriale e consulenziale, ha sviluppato diversi percorsi innovativi per lo sviluppo delle competenze digitali, che partono da un impianto metodologico solido senza perdere di vista la necessaria concretezza, l’impronta manageriale tipica delle grandi aziende.

In particolare, l’app Digital Journey rientra in quella nuova proposta per l’apprendimento, utili quando il tempo è poco, trattandosi di contenuti agili e personalizzati sulla base di livello, area funzionale e settore di appartenenza di ognuno: durano 5 minuti, sono fruibili da smartphone e coinvolgenti grazie all’introduzione di testi, video, quiz e infografiche. Gli oltre 500 contenuti spaziano fra i molteplici temi legati al digitale: dalle innovazioni, alle specifiche tecnologie per settore, a consigli su come affrontare con serenità la trasformazione digitale.

Per restare al passo con un mondo che cambia, infatti, è importante innanzitutto comprendere quali sono e come funzionano tecnologie e strumenti nuovi, ma anche scoprire e confrontarsi con le realtà che ci circondano e che concretamente le adottano. Non si può parlare delle evoluzioni dell’intelligenza artificiale, dell’Internet of Things, dell’industria 4.0, senza ricordare che sono già parte integrante del nostro quotidiano: pensiamo alla sanità, turismo, finanza, immobiliare… Anche in Italia non mancano imprese innovative a cui, per la loro capacità di fare innovazione e giocare d’anticipo, potremmo guardare come casi scuola.

Perciò, abbiamo pensato utile integrare i contenuti delle app con il racconto che alcune di queste imprese hanno fatto di sé. Silvia Camisasca, fisica e giornalista, ha individuato e raccolto le loro testimonianze, così da approfondire le conoscenze digitali e contestualizzarle nello scenario attuale.

Storie di innovatori digitali

Per capire, ad esempio, i vantaggi e le possibilità offerte dai chatbot, è curiosa l’esperienza di Minerva, l’assistente virtuale creato da un gruppo di giovani esperti di digitale a supporto dei cittadini in fase di emergenza da coronavirus, per fornire informazioni certificate a contrasto delle fake news, oppure dei chatbot turistici creati da Citel Group, pensati per valorizzare le risorse locali e le bellezze del Golfo di Napoli. Citel Group, adottando anche strategie di open innovation, offre anche servizi e consulenza alle imprese accompagnandole nel loro percorso di crescita digitale.

Ma non sono gli unici che sfruttano le molte potenzialità dell’intelligenza artificiale e delle discipline annesse. Cargopooling è il più innovativo sistema di algoritmi predittivi nel mondo della logistica e dei trasporti, consentendo di risolvere, grazie alle tecnologie di big data i e machine learning, problemi complessi in maniera semplice e sicura. Analogamente merita attenzione Sprinx Technologies, una società italiana di sviluppo software che opera nel campo dell’analisi video basata su intelligenza artificiale: grazie ad algoritmi di rilevamento 3D e deep learning, la società si pone al servizio mobilità e della sicurezza, contribuendo alla creazione di Smart Road e Smart City.

Reinventare le città per migliorare la qualità della vita – in un’ottica sostenibile – è anche l’obiettivo di Agritettura, che propone un nuovo paradigma culturale, progettando centri urbani in cui tutti possano riappropriarsi delle aree comuni contenendo l’inquinamento così da consentire la produzione sicura di cibo anche in città. Come sostiene il fondatore, infatti, “in agricoltura non occorrono solo braccia, ma anche menti”: Agritettura utilizza modelli predittivi, ricostruzioni in realtà aumentata i e simulazioni con droni che permettano di ottimizzare i processi produttivi, oltre a IoT e il Cloud Computing utili alla cura e monitoraggio delle coltivazioni.

L’attenzione per l’ambiente unita a nuovi modelli di business è alla base dell’azienda iCarry, la “nuova frontiera della consegna sotto casa”, che si occupa di assicurare logistica ultrarapida con tipologie di mezzi ibridi-elettrici. Nello specifico, iCarry è la piattaforma di home delivery che abilita le consegne urbane per il mondo retail ed e-commerce, attivandosi, in fase di emergenza COVID-19, per assicurare a tutti le diverse necessità di spesa e farmaci.

Nell’ambito dell’industria, è impossibile non menzionare Roboze per il suo contributo per la manifattura industriale, valso all’attuale CEO la nomina di “promessa under 30” di Forbes nella categoria “industry”. Si affianca alle aziende manifatturiere nel processo di digitalizzazione dei loro processi produttivi, reinventando la tradizionale catena delle attività grazie alla stampa 3D.

Feat Food è il primo ristorante digitale italiano: offre a tutta la penisola la possibilità di ricevere cibi sani e di qualità, con un particolare riguardo agli sportivi. Il punto di forza è quello di offrire pasti e piani alimentari completamente personalizzabili combinando cibi gustosi e salutari. Trasversale a tutto questo è l’approccio innovativo ai processi e nel servizio proposto: basti pensare all’installazione di smart fridge per la distribuzione quotidiana di centinaia di pasti.

Nuove tecnologie e modelli di business

Per una società innovativa di successo, la chiave è proiettarsi al futuro senza dimenticare la crescita personale. Quella di generare valore e fiducia, stimolando crescita e sviluppo nella comunità, è la missione di Lombardini22, società di architettura, impegnata, però, anche in progetti di ricerca a più ampio raggio, che preparino alle sfide della contemporaneità, innovando costantemente. Fra i pionieri della ricerca, una delle più importanti società è Adamantic, grazie alla quale la blockchain entra nell’impresa e diventa strumento cardine di un nuovo modo di analizzare problemi ed efficientare i processi. Rendendo l’impiego della tecnologia dei registri distribuiti semplice ed efficace per ogni flusso o transazione dati, Adamantic permette di registrare in modo stabile, sicuro e trasparenti documenti, contratti, autorizzazioni, firme, autocertificazioni e così via, applicabili non solo nella fintech ma in tutti gli ambiti.

Come si apprende anche nell’app, infatti, la finanza non è certo l’unico settore rivoluzionato dalle nuove tecnologie e soluzioni digitali: si parla di fintech per le tecnologie finanziarie, di insurtech per quelle assicurative, di biotech per la biologia e molto altro ancora. Quest’ultimo in particolare è un settore difficile e delicato, in quanto richiede complicate procedure di approvazione da parte di autorità e importanti investimenti, spesso scoraggiati dalla necessità di lunghi periodi di ricerca. Genenta, spin-off dell’Ospedale San Raffaele di Milano, rappresenta senza dubbio la più importante startup biotech in Italia, impegnata nello sviluppo di terapie geniche per la cura dei tumori, utilizzando un vettore virale derivato dal virus dell’HIV per ingegnerizzare le cellule staminali del sangue di pazienti affetti da tumore.

Le proptech, invece, parola derivante dall’unione di property e technology, sono le tecnologie per il settore immobiliare: un esempio è la società Italianway, che gestisce immobili per conto dei proprietari, allo scopo di implementare il valore del patrimonio immobiliare. Migliaia di visitatori da tutto il mondo hanno vissuto un’esperienza unica in Italia grazie al software da loro ideato per l’ottimizzazione dei processi di gestione del ciclo di vita del vacation rental.

Si parla, infine, di HRtech per indicare le soluzioni tecnologiche per la gestione delle risorse umane. In questo settore, Wexplore ha fornito il primo consulente virtuale basato sul machine learning. Registrando i comportamenti e le domande più frequenti delle persone al lavoro, il consulente virtuale è in grado di informare su argomenti come procedure o policies dell’azienda, fino ad aspetti più delicati come relazioni tra colleghi. Secondo la founder, infatti, l’uso sapiente della tecnologia permette di valorizzare al meglio le persone, mettendo a disposizione un complesso di conoscenze e strumenti: da qui il motto Teach Tech, Learn Human, in altre parole “sfruttare la tecnologia per l’apprendimento e lo sviluppo di qualità tipicamente umane”.

Entrare dunque in contatto con le più significative realtà innovative italiane è un nuovo passo, pensato da Skilla, per far sì che tutti possano diventare cittadini del ventunesimo secolo consapevoli, curiosi e in continuo apprendimento. Il percorso di Digital Journey, così, si arricchisce anche di una nuova funzione utile al potenziamento delle proprie competenze e conoscenze sul digitale.

STURTUP INFO: INNOVATORI VS COVID-19. Intervista a Pierpaolo Foderà, CEO di ADAMANTIC: IoT e Blockchain Solutions

Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale.

Pierpaolo Foderà: ADAMANTIC è una Startup Innovativa fondata nel 2017 e focalizzata sullo sviluppo di soluzioni software in ogni settore di business. In particolare la nostra attività è rivolta verso blockchain ed IoT, tecnologie che negli ultimi tempi stanno convergendo sempre più. Ho conosciuto il mio socio Domenico Barra -CTO di ADAMANTIC- come collega nell’ azienda in cui lavoravamo precedentemente. Entrambi proveniamo da una carriera pluriennale nell’ambito degli sviluppi IT; abbiamo lavorato per aziende di consulenza, software house, system integrator a vari livelli e su contesti nazionali ed internazionali. A valle di un periodo di analisi e confronto, abbiamo valutato obiettivamente le potenzialità dei paradigmi tecnologici emergenti e le abbiamo declinate sulle esigenze di un mercato, quello enterprise, che già conoscevamo.

Da qui la decisione di puntare sulla tecnologia blockchain e di investire tutte le nostre competenze, relazioni ed economie cercando di renderla fruibile al largo consumo, seguendone la maturazione ed anzi compartecipando ad essa. Questo è un percorso che ci entusiasma molto e che ci permette non solo di crescere, ma anche di evolvere insieme ad una tecnologia che prossimamente diverrà di dominio pubblico, con gran profitto di tutti, dai cittadini alle imprese. Fedeli alle nostre comuni origini da programmatori software, cerchiamo di rimanere “vicini alla macchina” valutando con attenzione anche contesti prettamente fintech (crypto valute e tokenizzazione) ma sempre cercando di evitare la defocalizzazione verso modelli di business indotti da “sirene” di vario valore attrattivo, che come ben sappiamo, nel contesto fintech non mancano.

Come innova ADAMANTIC?

Pierpaolo Foderà: L’offerta di ADAMANTIC è stata da subito rivolta al mercato che conoscevamo meglio, quello delle medie e grandi imprese. A questo target offriamo servizi e prodotti che sfruttano appieno il potenziale di nuove tecnologie, al fine di portare valore aggiunto al loro business. Farlo ora per i nostri Clienti significa trovarsi in prima linea domani, quando questi strumenti saranno di dominio pubblico, ed i precursori potranno trarne i maggiori vantaggi.

Fare i pionieri significa anche tracciare la strada dove ancora non esiste, ed in questo senso il nostro valore è nel trovare soluzioni alle croniche immaturità che sono fisiologiche nelle tecnologie emergenti. Applicare tali paradigmi innovativi a business consolidati richiede conoscenze su numerosi fronti, impegno e fattor comune sui risultati. In questi anni abbiamo sviluppato soluzioni verticalizzate su diversi mercati: health, insurance, e-commerce, IoT, tokenizzazione di asset fisici, certificazione di opere d’ arte e di contenuti media, comunità energetiche e premialità connesse a consumi e a comportamenti virtuosi, etc. etc. Altro settore in cui cerchiamo di essere innovatori è quello della formazione.

Siamo attivi con workshop tecnologici e formazione strutturata in corsi di aggiornamento per tecnici e manager e siamo sempre pronti a condividere la nostra esperienza e portare le nostre competenze direttamente nelle aziende che lo richiedono. In particolare stiamo dialogando con altre società, al fine di far comprendere la blockchain come paradigma utile, oltre che innovativo, per consentirne una rapida diffusione attraverso le varie reti commerciali che riusciamo a coinvolgere. Questo perché uno dei fattori che comporta l’essere pionieri è proprio quello dell’ “evangelizzazione” iniziale sul mercato, tanta fatica in termini di divulgazione e dimostrazione dei risultati, ma spesso premiata!

In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito ADAMANTIC e come state affrontando questa crisi?

Pierpaolo Foderà: Fortunatamente il nostro ambito operativo non ci vincola a dover necessariamente lavorare in ufficio. Va notato che durante il primo blocco generale siamo stati catapultati senza preavviso sui nostri tavoli da cucina a sviluppare codice e parlarci attraverso il monitor. Sono saltate rapidamente le sinergie, con ripercussioni su gerarchie e pianificazioni e la cosa ci ha portato a qualche ritardo nelle consegne, oltre che stress aggiuntivo. Però come sempre, l’esperienza è maestra e tornati in ufficio a giugno, ci siamo subito messi al lavoro per cercare di migliorare le procedure di comunicazione interna. Devo dire che in termini di strumenti operativi eravamo già ben organizzati.

Tutto è in cloud e tutto è ridondato e protetto, ma ora siamo anche in grado di sfruttare tutte le strumentazioni al meglio, tanto che oggi i colleghi possono semplicemente inviare una comunicazione la mattina stessa se decidono di lavorare da casa. E lo stanno effettivamente facendo! Preferiamo comunque, fin quando sarà possibile, lavorare in gruppo ed in presenza. Scherzare, giocare a biliardino nell’open space e prendere il caffè insieme sono momenti importanti che rendono il gruppo più unito. Ci riteniamo sicuramente fortunati ad avere la possibilità di proseguire le attività anche in questo periodo di incertezza.

Devo sottolineare che purtroppo questa incertezza ci impatta dal punto di vista commerciale. I nostri progetti sono fortemente rivolti all’innovazione, alla ricerca di nuove tecnologie volte a evolvere gli attuali modelli e sperimentare ampliamenti del business e nuovi mercati. Tale esigenza è sempre secondaria rispetto al “mantenimento” di ciò che è già in atto, e alcuni progetti che avremmo dovuto iniziare a pianificare, sono stati posticipati dai nostri Clienti a tempi più proficui relativamente ai loro business. Questa è una problematica che abbiamo rilevato soprattutto con Clienti operanti nei settori legati al turismo ed allo sport. In generale anche le aziende non impattate direttamente dal COVID stanno vivendo una fase di stasi in attesa di riaprire all’innovazione.

A questo si aggiunge il fatto che non potendo raggiungere fisicamente alcuni Clienti o nuovi Clienti, si limita molto la percentuale di nuovi progetti da mettere in pianificazione. Questa osservazione ha però, fortunatamente, solo una valenza di “alert” per ora. Molto dipenderà dalla durata di questa crisi, al momento non risentiamo della cosa ma è importante tenerla sotto controllo e semmai operare i necessari interventi.

Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese?

Pierpaolo Foderà: Nel periodo tra febbraio e marzo avevamo pianificato di assumere tre nuove risorse tecniche, chiaramente il pieno della crisi COVID ci ha portato a non pochi problemi connessi con la selezione e poi con l’affiancamento iniziale dei nuovi colleghi sui progetti. Questa esperienza ha portato ad alcune criticità che non sempre siamo stati in grado di risolvere senza conseguenze poco piacevoli e che hanno pesato anche sui nuovi colleghi per carenze organizzative. Come già detto, in quel periodo siamo stati catapultati in una improvvisa gestione “da remoto” dell’azienda e questo ha obiettivamente avuto un impatto forte in termini organizzativi.

Oltre ad averci traghettato verso una più proficua gestione delle comunicazioni interne e degli strumenti tecnici, questa criticità ci ha fatto capire quanto, in generale, siamo legati al consueto “comfort” quotidiano. La lezione appresa è che non dovrebbe servire una crisi per trovare nuove formule di lavoro, se queste sono più proficue delle attuali. Molte aziende hanno deciso di mantenere lo smart working in maniera definitiva con formule di rientro in ufficio di uno o due giorni settimanali, o anche meno. Una volta trovata la giusta formula di lavoro hanno già riscontrato che i propri dipendenti ne traggono beneficio e si riducono i costi di infrastruttura. In termini generali la conferma che possiamo trarne noi è che indipendentemente dal “perimetro di comfort” è sempre proficuo investire in innovazione e ricerca, in primis per evolvere e poi per rendere ancora più efficienti gli attuali standard, d’altronde prima o dopo saremo comunque costretti ad adeguarci ai cambiamenti.

Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e ADAMANTIC nel futuro?

Pierpaolo Foderà: Al momento attuale abbiamo ripreso, con le necessarie cautele, le nostre attività in ufficio. Rispetto a prima siamo più reattivi nel gestire contesti di lavoro da remoto e spesso e volentieri ci capita di decidere di lavorare da casa anche la mattina stessa. Questo permette di governare anche con più serenità il controllo dell’emergenza contagi poiché chiunque è libero di evitare la presenza fisica in ufficio se pensa di dover verificare il suo stato di contagio o anche solo se è entrato in contatto con estranei. All’inizio pensavamo che conciliare le esigenze professionali con le buone norme anti contagio fosse molto complicato, e invece da questo punto di vista per ADAMANTIC non è stato un fattore di stress, abbiamo reagito molto bene adeguandoci e seguendo le direttive consigliate senza grossi sforzi.

Nonostante ciò, cerchiamo di alleviare la tensione con un ambiente di lavoro “easy”, infatti per i colleghi che vengono in ufficio c’è il nostro fornito open space, che consente ai molti artisti/colleghi di improvvisare performance al pianoforte a coda e alla chitarra (sempre con le necessarie precauzioni anti COVID), o di usufruire dell’angolo TV e ristoro. Cerchiamo di dotarci di tutto il necessario per non cadere vittima dello stress, ma questo direi anche a prescindere dallo specifico periodo di crisi COVID.

Per quanto riguarda il futuro abbiamo molti obiettivi da raggiungere e consolidare, il COVID non ha modificato di una virgola la nostra intenzione di crescita e per il prossimo anno l’obiettivo è consolidare l’area commerciale e arricchire quella tecnica, così da portare avanti al meglio tanti entusiasmanti nuovi progetti. L’unica differenza è che probabilmente lo smart working rimarrà come costante aziendale; vedremo se sarà il caso di regolamentarla o di lasciarla libera come ora.

Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza?

Pierpaolo Foderà: La concorrenza nel nostro settore è ancora poca, questo anche perché è ancora relativamente povero il volume del target, ma siamo sicuri che a breve la situazione possa e debba cambiare. Per questo è importante ampliare competenze e referenze che possano farci emergere come azienda consolidata nella tecnologia blockchain, anche quando tutti gli altri attori del mondo IT convergeranno in questo settore. Per quel momento (ormai prossimo) vogliamo raggiungere la necessaria stabilità in termini di mercato consolidato e prodotti da offrire e poter garantire una competenza e delle referenze che possano mantenere alto l’interesse del mercato.

Le sue considerazioni finali su questa emergenza?

Pierpaolo Foderà: Mi piace pensare positivo anche nelle situazioni meno felici, la speranza è quella di riuscire sempre a vedere il “bicchiere mezzo pieno”. In questo senso la pandemia ci ha messo di fronte alla vera necessità di evolverci verso modalità di comunicazione e fruizione nuove. Mi riferisco, ad esempio, alla necessità di garantire servizi on line ed in particolare mi riferisco alla Pubblica Amministrazione.

Avevamo già prima del COVID gli strumenti che consentivano di inviare e ricevere documenti firmati via PEC o funzionalità on line di autocertificazione e applicazione delle procedure, ma avevamo anche una macchina della burocrazia che continuava a intasare tutte (o quasi) le procedure pubbliche (e private).

La necessità ha fatto virtù e sempre di più questi strumenti e queste funzionalità stanno entrando nell’uso comune. Ciò che prima necessitava di lunghe file agli sportelli, oggi si può fare in un click. Nella speranza che tale volàno possa prendere sempre più velocità ed arricchire il panorama delle automazioni on line, anche e soprattutto certificate o “notarizzate”; vedo aziende come ADAMANTIC rivolte nella giusta direzione e vedo strumenti come la blockchain sempre più indispensabili per la quotidianità, in tutte le procedure (pubbliche e private) che necessitino di trasparenza, sicurezza e certificazione.

“Arte antica, Intelligenza Artificiale e Blockchain. Il progetto di Adamantic”
Oggetti, reperti e documenti, provenienti dal mondo antico sono fortemente interessati agli sviluppi delle nuove tecnologie. Importanti filoni di studio si stanno dedicando a trattamento, conservazione e fruizione del bene culturale e non mancano progetti -di grandissimo interesse, anche per il portato di innovazione del contenuto scientifico- che vedono la copartecipazione del MiBACT. La Realtà Aumentata, l’Intelligenza Artificiale, l’ecosistema dell’Internet delle Cose stanno conquistando il mondo antico. I beni culturali -ad esempio, attraverso un progetto che prevede lo sviluppo di una piattaforma web di catalogazione e gestione dati- arricchiscono la loro biografia con informazioni aggiuntive, divenendo più appetibili e fruibili dal pubblico.

 

Nel caso di un’opera d’arte, poi, tecnologie quali realtà aumentata o piattaforme di AI estendono il potenziale comunicativo ed espressivo dell’opera stessa, che, in un certo senso potrà meglio “raccontarsi”. “In effetti l’evoluzione che la tecnologia sta portando, in particolare grazie alla blockchian, rende questo ultimo periodo molto più appassionante per gli addetti ai lavori beni culturali, perché siamo in un ambito in cui finalmente il software si può toccare con mano” spiega Pierpaolo Foderà, CEO di ADAMANTIC, l’azienda di sviluppo software che sta realizzando la Piattaforma di Digital Asset Management per un progetto pilota, di notevole valore, di gestione del patrimonio culturale.

Il progetto comprende un’esperienza del tutto inedita, quella dei cantieri-scuola presso Palazzo Rivaldi a Roma (progetto commissionato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali), in cui si realizza la missione di questa originale impresa di sviluppo di soluzioni software per enterprise: “Nostro interesse è proprio quello di trovare l’applicabilità della tecnologia nei contesti tradizionali ed innovare, ossia rendere più efficienti, i processi e l’impiego degli strumenti: in questo contesto, abbiamo sviluppato un progetto teso ad una finalità piuttosto ambiziosa, che prevede l’estensione dell’area museale tradizionale, arricchendo di contenuti extra la tradizionale visita d’arte” sottolinea Foderà.

Rendere digitale un’opera d’arte

I presupposti per rendere digitale un’opera d’arte o un monumento (e, in generale, un “asset fisico”) risiedono nella sua univocità e unicità. Non è facile governare tale concetto nel mondo dei bit, dove la copia è indistinguibile dall’originale. Una volta identificato univocamente un asset, nel nostro caso l’opera, può essere catalogato in un sistema digitale (una piattaforma web, in questo caso) che consente agli studiosi e ricercatori di usufruire di tutte le informazioni e concorrere ad arricchire la storia dell’asset con ulteriori dati. Ogni analisi, che abbia in esame un determinato oggetto di studio, viene quindi inserito nello storico dell’oggetto stesso, a disposizione sia delle future ricerche che dell’esperienza vissuta dai visitatori appassionati d’arte.

 

Documenti, foto, video, relazioni con altre opere o approfondimenti sul periodo storico, attività documentata di restauro o, perfino, localizzazione all’interno dell’area monumentale o archeologica, sono tutti elementi che vanno a valorizzare il patrimonio artistico, restituendo pregio al bene culturale e integrando l’esperienza del pubblico, con la possibilità di approfondire nuovi aspetti e risvolti. Non solo: ricerche e studi degli addetti ai lavori, che governano tutto lo storico del bene con appositi strumenti di aggiornamento, assumeranno un profilo più sistematico, semplificando lo stesso modus operandi degli specialisti di settore. Ma non è tutto, la digitalizzazione degli asset fisici potrà subire una seconda rivoluzione tecnologica, e questa volta arriverebbe da un settore apparentemente inconciliabile con l’arte, quello della finanza.

Blockchain e opera d’arte

Come sappiamo la tecnologia blockchain certifica da oltre un decennio le transazioni economiche su piattaforma bitcoin, e lo fa tanto bene da essere riconosciuta come la tecnologia di certificazione democratica più trasparente e sicura al mondo. Trasferire tale livello di garanzia, sicurezza, irripudiabilità e inviolabilità delle informazioni registrate anche al mondo dell’arte, significherebbe trasformare radicalmente metodi e misure previste, ad esempio, nel contrasto alla contraffazione e al mercato illegale di opere d’arte. Quanto è importante che le informazioni storiche afferenti ad un bene artistico siano tenute al riparo da manomissioni? Quanto è determinante che la stessa opera d’arte, in qualità di asset digitale univoco, sia riconducibile ad un legittimo “proprietario”, per quanto attiene anche a studi e ricerche rispetto al bene stesso, su un registro distribuito e certificato in blockchain? O che il valore economico ad essa associato sia validato da operatore d’arte, competente e ufficialmente riconosciuto, e venga registrato indelebile con la sua firma inoppugnabile?

Si tratta di domande retoriche, dalla risposta ovvia, ciò che ancora non è colto e diffuso presso l’opinione pubblica, però, e, spesso, anche presso gli stessi operatori del settore, è che lo strumento da adottare, frutto dell’evoluzione tecnologica, ora è disponibile e il percorso aperto. Questo contesto vede ADAMANTIC, in qualità di maggiore player nazionali attivo nell’applicazione della tecnologia blockchain ai beni culturali, protagonista, a fianco del MiBACT, della fase progettuale della piattaforma web già predisposta alle future implementazioni, tese a rendere concretamente reale lo “strumento” del software.