Le nuove tecnologie da sempre hanno approcciato i diversi settori in modo graduale. Un processo “normale” per qualcosa che è destinato a rendere obsolete le attuali modalità di erogazione di servizi. Dalla finanza alle assicurazioni stiamo vivendo un vero e proprio periodo di transizione verso modelli più veloci, snelli e soprattutto decentralizzati. Parliamo oggi di Fintech e Insuretech, ovvero di finanza e assicurazioni unite alla tecnologia, dove per tecnologia intendiamo sistemi di raccolta intelligenti come IOT, ML, AI fino ad arrivare a sistemi distribuiti come la Blockchain.

Secondo i dati dell’ Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, nel 2020 sono state 392  le startup Insurtech capaci di raccogliere almeno un milione di dollari di fondi, per un totale di oltre 11 miliardi di dollari di fondi raccolti. Mentre, nel panorama internazionale, la dominance appartiene all’America, con le sue 190 startup, seguita da Europa (111) e Asia (83). Numeri importanti che sottolineano l’avanzata in forte ascesa di questo settore.

Indice

  1. Come la blockchain può essere integrata al sistema assicurativo

2. Come ha reagito il mercato italiano a questi profondi cambiamenti

3. Conclusioni

  • Come ha reagito il mercato italiano a questi profondi cambiamenti

Per rispondere a questa domanda ed essere quanto più esplicativi possibile è necessario sottolineare che la blockchain da sola può fare davvero poco in questo settore. La blockchain infatti è principalmente un registro distribuito; la sua funzione principale, è quella di garantire l’inalterabilità, la trasparenza e la sicurezza delle informazioni contenute in ogni blocco. In ambito assicurativo quindi la sua funzione equivale a quella di un “ente certificatore”, mentre la parte contrattualistica, quella decisamente più importante e corposa, viene svolta da Smart Contracts, i quali grazie ai big data e tecnologie IoT sono in grado di rilevare e quantificare danni e/o rischi.

Gli Smart Contracts, in particolare giocano un ruolo fondamentale nell’applicazione della blockchain in ambito assicurativo. Questi infatti sono in grado di codificare, elaborare e risolvere contenziosi in pochi minuti garantendo incorruttibilità e pagamenti immediati. In uno Smart Contract le condizioni assicurative vengono trascritte sotto forma di codice informatico ed automaticamente elaborate dalla clausola “if”, grazie all’associazione con dispositivi IoT. Ma non solo, l’utilizzo di big data garantiresce la stipulazione di polizze personalizzate e adeguate ad un rischio reale che può essere aggiornato nel tempo.

Per comprendere meglio esponiamo la soluzione di una delle più grandi compagnie assicurative americane in ambito medico. La suddetta azienda, ha messo in atto un programma di reward basato su comportamenti sani. Ogni cliente, aderendo al programma, riceve uno Smartwatch che tramite un’applicazione ad hoc creata dalla società stessa, consente di monitorare il comportamento e le abitudini fisiche degli utenti. In particolare, tramite delle challenge giornaliere l’utente viene incoraggiato a migliorare il suo stile di vita e ricompensato tramite “punti” e buoni regalo delle aziende convenzionate.                                                                                   

Il vantaggio in questo caso sarà duplice. L’assicurazione disporrà di dati accurati e aggiornati sullo stato di salute del cliente grazie ai quali potrà stipulare polizze su misura, coerenti alla sua propensione ad ammalarsi; il cliente, dall’altro lato, sarà incoraggiato ad avere uno stile di vita sano e guadagnerà dallo stesso, tramite reward messe a disposizione dal servizio e costi di stipula più bassi dovuti alla sua buona forma fisica. Questo tipo di applicazione trova impiego non solo in ambito healthcare, ma anche in diversi settori, da quello automobilistico a quello logistico, a quello delle assicurazioni contro i ritardi.   

A questo punto è facile intuire come tutto questo si traduca per una compagnia assicurativa in: 

  • riduzione dei costi per la stesura e la sottoscrizione di contratti, 
  • gestione delle pratiche di rimborso più veloci, 
  • adeguamento del rischio in tempo reale e risoluzione di contenziosi in modo automatico e in assenza di fraudolenza. 

Questo permette non solo di garantire servizi personalizzati, ma anche di monitorare il rischio nel tempo e ampliare così i propri mercati. Mentre lato cliente viene garantita una migliore customer experience.

  • Come ha reagito il mercato italiano a questi profondi cambiamenti?

Un’indagine dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano evidenzia come una buona parte degli italiani tra i 18 e i 74 anni abbia già adottato servizi Insurtech. 

Il 27% di essi ha già acquistato polizze assicurative in digitale, l’8%  assicurazioni basate sui comportamenti, mentre il 9% ha acquistato assicurazioni a gestione dei sinistri da mobile, tutti sempre con livelli di soddisfazione medio-alti.

Nonostante la maggior parte dei contraenti si rivolga ancora ai broker tradizionali per la stipula di polizze sulla salute, c’è una parte che comincia a sperimentare soluzioni online.  Da qui si intuisce la necessità per le grandi e piccole compagnie di puntare sempre di più sulla digitalizzazione e l’innovazione dei servizi per mantenere la loro leadership, ma spesso ad ostacolare la realizzazione di queste formule innovative sono proprio le norme legislative in vigore, soprattutto in europa.

Proprio in quest’ottica e per migliorare la legislazione italiana vigente, sono state aperte le call per i soggetti che vogliono accedere alla nuova Sandbox Fintechun ambiente a regime controllato che permette di collaudare prodotti e servizi assicurativi basati su blockchain. Grazie al lavoro delle aziende, enti e comitati scientifici di settore, si potrà adeguare il contesto normativo in maniera mirata, in quanto le Autorità potranno seguire da vicino le problematiche poste dall’utilizzo delle nuove tecnologie in tali settori, riuscendo così a intervenire in un’ottica di innovazione e di promozione della competitività.

  • CONCLUSIONI

Riteniamo che questa sia un’opportunità, non solo per fare un importante passo avanti verso l’innovazione e la trasformazione digitale che ci tiene al passo col mondo, ma è un passaggio obbligato sia le big del settore che per le aziende più piccole, le quali avendo modelli organizzativi più snelli e agili potrebbero farsi pionieri di una rivoluzione e acquisire vantaggio competitivo.