Per la rubrica “Blockchain for”, oggi parliamo del settore CHARITY.

INDICE

  1. Blockchain e beneficenza
  2. Caratteristiche e vantaggi
  3. Iniziative già in atto
  4. Conclusioni

 

1. BLOCKCHAIN E BENEFICENZA

Uno dei settori in cui le caratteristiche della blockchain potrebbero rivelarsi molto utili è quello della beneficenza.  Trasparenza, tracciabilità e “pseudonimato” potrebbero infatti essere la chiave per far rinascere un settore dall’intento nobile, ma troppo spesso infangato da scandali economici. Ancora oggi, sono molti gli scettici che si astengono dal fare beneficenza perché influenzati da questo tipo di notizie. Una simile percezione, oltre a danneggiare il settore, mette in dubbio anche la buonafede delle azioni filantropiche degli enti no-profit. 

La blockchain in questo contesto potrebbe riportare fiducia nei donatori e addirittura accoglierne di nuovi.

2. CARATTERISTICHE E VANTAGGI

La trasparenza, tracciabilità e pseudonimato garantite dalla blockchain svolgono un ruolo chiave per l’utilizzo di questa tecnologia in questo settore.

La tracciabilità delle transazioni è garantita da strumenti come gli explorers. In essi è possibile infatti, verificare lo stato di una transazione, il suo hash, amount e timestamp. In questo modo, il donatore sarà sicuro che la donazione da lui fatta arriverà alla chiave pubblica dell’associazione per l’importo pari a quello da lui registrato inizialmente. La tracciabilità va poi di pari passo con l’immutabilità delle transazioni. In blockchain, infatti, non è possibile in alcun modo, cancellare o anche solo modificare una transazione già eseguita. Tutto è tracciato e immutabile.

Trasparenza intesa come assenza di intermediari. La transazione verrà recapitata al ricevente senza la necessità di ricorrere ad intermediari. Questo assicura trasparenza dall’invio alla ricezione della donazione, garantendo la totale assenza di costi di commissione e/o intermediazione da parte di presunte associazioni terze. 

Pseudonimato. Una transazione in blockchain è tipicamente coperta da “pseudonimato”.         Il che vuol dire che la transazione non è anonima, ma riconducibile ad un indirizzo appartenente ad un individuo. Quest’ultimo può liberamente decidere se associare quell’indirizzo al suo nome o a uno pseudonimo, così come si fa con un indirizzo email. Questo è particolarmente utile nel caso in cui un donatore non voglia rivelare la sua identità per motivi di riservatezza. 

 

3. INIZIATIVE GIA’ IN ATTO

Molte sono le associazioni benefiche che stanno cominciando ad implementare la blockchain per la loro raccolta fondi.  A farsi pioniere di questa transizione è stata Unicef. 

Il fondo delle Nazioni Unite, è stato tra i primi ad accettare donazioni in Bitcoin e ad istituire nel 2019 un fondo crypto la cui funzione è finanziare tecnologie open source che apportano beneficio ai bambini e giovani di tutto il mondo. Dopo un anno dal lancio del CryptoFund, l’UNICEF ha già effettuato 12 investimenti in startup operanti in attività di ricerca e innovazione come data science,realtà virtuale, intelligenza artificiale e soluzioni blockchain, in ben otto paesi del mondo.

Diverse sono anche le piattaforme di crowdfunding nate in questo ambito. Si tratta di piattaforme di crowdfunding in blockchain, in cui vengono raccolti vari progetti in tutto il mondo con diversi scopi benefici.  Il donatore può liberamente scegliere il progetto a cui donare ed effettuare da solo la sua transazione direttamente al wallet del ricevente oppure può scegliere di fare la sua donazione al wallet della piattaforma ospitante che si occuperà poi della redistribuzione dei fondi a progetti o beneficiari più bisognosi. 

Binance è stata una delle prime a fondare la sua organizzazione non-profit e a lanciare una piattaforma per la raccolta di fondi in crypto per scopi benefici.

4 .CONCLUSIONI

E’ importante notare che, come tutte le transizioni, quella del settore no-profit dovrà superare vari ostacoli, primi tra tutti quello della volatilità del mercato crypto e dell’opinione pubblica che ancora fa una certa fatica a comprendere i reali vantaggi della blockchain e collega quello delle cryptocurrency ad un mercato incline a scambi illegali.  

Queste criticità tecniche saranno sicuramente superate nel tempo dall’evoluzione intrinseca della tecnologia in questione e da nuove impostazioni economico-legali che verranno nel tempo. Quindi, nonostante i limiti ad oggi riscontrati, siamo sicuri che  la blockchain sia un valido alleato per le associazioni che operano in questo campo, anche in un’ottica di digitalizzazione e innovazione del settore.